BOTTIDDA

Foto panoramica del paese di Bottidda

LOCALIZZAZIONE E TERRITORIO

Bottidda è un paese situato nella parte centrosettentrionale della Sardegna, e più precisamente nella regione conosciuta come Goceano. Come pure altri territori della stessa regione geografica, anche il territorio di Bottidda si presenta come una striscia di terra lunga e stretta che si estende trasversalmente da nord-ovest verso sud-est.

Bottidda ha un territorio prevalentemente montuoso con numerosi rilievi che superano i 700 metri sul livello del mare. Queste altitudini si trovano soprattutto nel confine nord-ovest col territorio di Bonorva. Un confine irregolare e frastagliato che segue le curve di livello dei rilievi presenti sul confine stesso.

Da nord-est fino all’estremità sud-est si trova il lungo confine che Bottidda spartisce con il territorio di Bono. Dalla parte più a nord l’altitudine inizia gradualmente ad aumentare, incontrando prima la foresta di Monte Pisanu, che ricade nei comuni di Bottidda e Bono, e raggiungendo il culmine nella parte centrale del territorio di Bottidda, dove si superano i 1190 metri sul livello del mare in un’altura sul confine con Bono nei pressi del Monte Rasu.

Più che un singolo monte, quest’ultimo è una catena montuosa, che partendo dal territorio di Bono si estende in misura minore anche in quello di Bottidda, in cui è presente il primo convento francescano costruito nell’isola intorno al 1220, cronologicamente secondo solo a quello di Assisi, e ora ricadente nella “Tenuta Monte Rasu” appartenente alla famiglia Giannasi dalla fine del XIX secolo. Boschi di roverelle, lecci, sughere, castagni, tassi, olivastri, specie aghifoglie, e altri endemismi offrono dimora e riparo ai numerosi animali selvatici e alle specie di volatili che popolano questi luoghi.

Da questa catena montuosa, l’altitudine del territorio inizia a decrescere fino a incontrare un altro rilievo, il monte “Sa Corona”, con l’omonimo nuraghe sulla cima, alle pendici del quale è stato edificato il centro abitato di Bottidda.

La porzione sudorientale del territorio è quella con le altitudini inferiori, di cui il punto più basso è a circa 200 metri sul livello del mare, ed è caratterizzata da vaste pianure, terreni fertili e corsi d’acqua, molti dei quali si immettono nel più importante fiume di tutta la zona, il Tirso.

Bottidda confina a sud-est anche con Orotelli, comune in provincia di Nuoro, e da qua, risalendo da sud-ovest andiamo a trovare il confine con Illorai prima e con Esporlatu dopo, poco più a nord.

Dal fiume Tirso verso nord-ovest il territorio di Bottidda spartisce il lungo confine con Burgos, fino a ritrovare un brevissimo tratto di confine con Illorai nella parte nord-ovest del territorio.

IL PAESE

L’odierno centro abitato si è sviluppato su entrambi i lati della strada statale 128 bis, denominata anche via Regina Elena, che conduce a Bono in direzione nord e che va a collegarsi alla S.S. 129 verso sud. Piazze e parchi si intervallano agli edifici abitativi moderni, molti dei quali con giardino, in una rete stradale molto ben organizzata.

Tutti i servizi pubblici sono presenti, a partire dalle scuole, la banca e l’ufficio postale, i campi di calcio e tennis, la farmacia, oltre alle strutture ricettive di ristorazione e pernottamento.

Diversi murales abbelliscono il paese di Bottidda.

LE ORIGINI E LA STORIA

Le testimonianze più antiche della presenza antropica nel territorio di Bottidda risalgono al periodo nuragico, con circa 25 nuraghi e una tomba dei giganti di cui ancora si ha traccia.

Una teoria interessante sull’origine di Bottidda indica il popolo greco come fondatore del villaggio che in antichità si chiamava “Gocille”. I greci arrivati a Olbia intorno al VI secolo a.C. si addentrarono nei territori più interni dell’isola fondando diverse colonie, tra cui l’antica Bottidda, che in questo caso sarebbe il villaggio più antico di tutto il Goceano. La stessa parola Goceano dovrebbe derivare proprio dall’antica denominazione del villaggio di Gocille, la cui rilevanza era tale da aver dato il nome a tutta questa regione geografica.

Il periodo medievale raggiunge il culmine della sua importanza nella costruzione del castello del Goceano, anticamente “castello di Gocille”, che sebbene ricadente nell’odierno territorio di Burgos, dista pochi chilometri da Bottidda, e a cui in passato era molto più legato rispetto a oggi.

Durante il periodo giudicale, Bottidda faceva parte del giudicato di Torres sotto la curatoria (distretto) del Goceano, fino alla caduta del giudicato susseguente alla morte dell’ultima giudicessa Adelasia avvenuta nel 1259.

Come pure per altri territori limitrofi, la fine del giudicato di Torres vide questi luoghi occupati da vari invasori, dai Doria ai Malaspina, andando successivamente a far parte del giudicato di Arborea e passando poi nelle mani degli aragonesi, che avevano iniziato il percorso di occupazione dell’isola agli inizi del XIV secolo e che completarono la conquista dell’intera Sardegna nel 1420, in cui rimasero per i successivi tre secoli.

La dominazione spagnola sull’isola si concluse con l’arrivo della famiglia dei Savoia nel 1720, mentre un secolo più tardi, le rivolte antifeudali portarono all’abolizione del feudalesimo e all’editto delle chiudende, che stabilì il diritto della proprietà privata.

ETIMOLOGIA DEL NOME

Il nome “Gocille” dato dai greci risale presumibilmente al VI secolo a.C., e rimane tale almeno fino alla fine del XIV secolo, come dimostrato in alcuni documenti risalenti ai tempi di Eleonora d’Arborea.

L’ortografia cambia poi come è successo anche per altri toponimi sardi, in cui la “B” prende il posto della “G”, con Gocille che diventa Bocille, e con le doppie L che gradualmente cambiano in doppie D, come ad esempio la stessa parola “villa” (paese) che diventa “vidda”/”bidda”.

ECONOMIA

L’economia di Bottidda si basa soprattutto sulla trasformazione dei prodotti del territorio. La produzione vitivinicola, fiorente in passato, è oggi più ridotta, e si predilige l’utilizzo dei terreni perlopiù per l’allevamento di bestiame, soprattutto ovini da latte, da cui si producono ottimi formaggi.

L’allevamento di bovini e suini da carne ha una discreta importanza, come anche il settore della manifattura edile e dei servizi.

Il settore turistico vede la presenza di alcune strutture ricettive che forniscono ristorazione e pernottamento.

FESTE E SAGRE

La festa patronale di Bottidda è quella in onore della Madonna del Rosario, celebrata il 7 ottobre nella chiesa omonima. I festeggiamenti in genere durano più giorni e comprendono sia riti religiosi che civili. Per quanto riguarda i primi, si inizia con i vespri e una messa seguita da una processione dei fedeli a piedi e a cavallo che accompagnano la statua del Santo per le vie del paese. I festeggiamenti civili invece prevedono solitamente serate di musica e balli tradizionali, giochi per bambini e intrattenimento folkloristico.

Altra festa molto sentita dalla popolazione di Bottidda è quella in onore di Sant’Antonio abate che si tiene il 16 e il 17 gennaio nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, ma conosciuta anche come chiesa di Sant’Antonio abate. Un comitato permanente di obrieri si occupa di organizzare i festeggiamenti, che comprendono, il pomeriggio del 16, l’accensione di un grande falò con una grande croce di arance sopra, nel piazzale antistante la chiesa. Durante il falò si celebra la messa in onore del Santo e a seguire si svolge il rito della benedizione del fuoco e del pane. Un pane particolare chiamato “Ardia”, che viene poi tagliato in piccoli pezzi e distribuito ai fedeli in segno di buon augurio, insieme ai dolci tipici della festa, le “Tiliccas”. Le braci del falò permettono di preparare un’abbondante cena a base di carne arrosto, a cui partecipa tutta la popolazione di Bottidda per un importante momento di convivialità e ritrovo.

A Bottidda si festeggia anche Sant’Antonio da Padova il 13 giugno. Anche per queste celebrazioni sono previsti riti religiosi con una messa seguita da una processione di fedeli, e riti civili con delle serate di musica e balli tradizionali e folkloristici, giochi per bambini e spettacoli pirotecnici.

Un’altra ricorrenza molto sentita dagli abitanti di Bottidda riguarda le celebrazioni per San Francesco, che avvengono in due date, il 2 agosto è la data in cui ricorre la giornata del Perdono, mentre il 4 ottobre cade la festa vera e propria in onore del Santo. Per la data di agosto i fedeli si recano in pellegrinaggio verso il convento francescano a monte Rasu dove si tiene la messa e un pranzo conviviale offerto dal comitato organizzatore, con eventi musicali e folkloristici che attirano numerosi visitatori.

GASTRONOMIA

La cucina tradizionale del territorio riflette le radici gastronomiche delle zone interne della Sardegna, dove si utilizzano sia ingredienti spontanei, come finocchietto selvatico, asparagi selvatici, cicoria e funghi, sia prodotti provenienti dall’agricoltura e dall’allevamento locali.

Tra i piatti tipici si possono gustare “Sa Piscadura”, un piatto a base di fave e lardo cucinato in brodo, la pecora bollita, gli gnocchetti e i ravioli di ricotta preparati in casa.

Molto apprezzati sono anche i finocchietti selvatici saltati con lardo, le favette in casseruola, i “Maccarrones Furriados”, piatto a base di pasta (si preferiscono spaghetti o gnocchetti) condita con pecorino fresco a formare una sorta di crema che si amalgama alla pasta.

Non possono mancare i tradizionali secondi di carne a base di maialetto e agnello cotti alla brace, simboli della cucina pastorale.

Anche la tradizione dolciaria è particolarmente ricca e legata alle festività. Tra i dolci più caratteristici vi sono “Sas Tiliccas”, grandi sfoglie di pasta ripiene di sapa ottenuta dal mosto d’uva, tipicamente preparate in occasione della festa di Sant’Antonio abate. Altri dolci tradizionali includono i cosiddetti “Cozzulos”, “Papassinos”, “Orulettas”, “Cattas”, e altri legati al calendario religioso e contadino.

A Bottidda si prepara anche un pane tipico, chiamato “Fresa”, che consiste in una sfoglia di pane croccante, e “S’Ardia”, un pane azimo decorato e colorato di giallo preparato in occasione della festa di Sant’Antonio abate.

CHIESE E ARCHEOLOGIA

La chiesa parrocchiale di Bottidda è intitolata alla Beata Vergine del Rosario e si trova nella parte sud-ovest del centro abitato. L’attuale edificio è stato costruito intorno al 1860 dopo la demolizione, e sulla stessa pianta, di una chiesa preesistente risalente al XV secolo.

La facciata è suddivisa in altezza in due ordini separati da un cornicione, di cui la parte inferiore ha dimensioni maggiori e presenta più dettagli estetici, con due semicolonne che incorniciano il portone architravato e sormontato da un arco e due modanature orizzontali che seguono tutta la larghezza della facciata.

La porzione superiore è stilisticamente più semplice, abbellita da un altro arco in posizione soprastante a quello del portone.

La facciata a capanna culmina con una copertura a due spioventi che terminano in prossimità della navata centrale interna, delineata con due sporgenze che tracciano tutta l’altezza della facciata stessa.

Il campanile è in posizione retrostante sulla sinistra rispetto alla facciata, ha una pianta quadrata ed è suddiviso anch’esso in ordini di altezza, che in questo caso sono quattro, ognuno delimitato da una cornice orizzontale e culmina con un pinnacolo.

L’interno presenta una navata centrale con copertura a botte, ha tre campate, ai lati delle quali si aprono tre archi per lato che delimitano le due navate laterali minori che ospitano diversi altari, nicchie, dipinti e crocifissi.

Nella periferia est del paese sorge la chiesa di Santa Maria degli Angeli, che a Bottidda è conosciuta anche come chiesa di Sant’Antonio, dove appunto avvengono le celebrazioni per questo Santo. La sua costruzione risale agli inizi del XVII secolo e in origine prevedeva anche un monastero. Furono i frati francescani, già presenti presso il convento di monte Rasu a oltre 900 metri di altitudine, che edificarono questi edifici alla ricerca di condizioni abitative migliori nei periodi più freddi dell’anno.

La chiesa è costruita in pietra a vista con la facciata in blocchi di trachite. Il portone architravato ha due semicolonne ai lati ed è sormontato da un timpano in pietra, al di sopra del quale una piccola finestra rettangolare permette l’ingresso della luce all’interno del santuario. Il timpano superiore risulta invece intonacato e pitturato.

Sul lato destro della facciata vi è annesso il doppio campanile a vela, costruito sempre in blocchi di pietra a vista ma di granito, e la sua altezza non supera quella della chiesa stessa.

L’interno consiste in un’unica navata con copertura a doppio spiovente in legno sorretta da archi e pilastri che suddividono la navata in quattro campate.

A circa 9 km dal centro abitato in direzione nord-ovest sorge il convento francescano di monte Rasu, costruito intorno al 1220 e considerato il primo convento dell’Ordine Francescano in Sardegna, che ha dato dimora ai frati fino alla metà del XIX secolo.

Il complesso è formato da strutture che si uniscono a quadrato intorno a un giardino centrale e comprende la chiesa e le strutture del convento. La chiesa ha una facciata a capanna molto semplice esteticamente, intonacata e pitturata con il solo portone che spezza la continuità muraria, e che conduce all’interno dove si può notare una sola navata centrale suddivisa da archi in tre campate. La copertura è in legno a due spioventi, le pareti interne sono completamente dipinte e decorate, e il grande altare in marmo ospita al centro la statua di San Francesco.

Il territorio di Bottidda è ricco di siti archeologici che risalgono all’età nuragica, si contano infatti circa 25 nuraghi e una tomba dei giganti. Tra quelli meglio conservati troviamo i nuraghi Arvas, Presone, Sa Corona, Sa Tanca noa, S’Orculana, mentre di altri si possono vedere i resti che rievocano il passato millenario di questi territori.

SUL TERRITORIO

Nuraghe Arvas

Nuraghe Cugurutta

Nuraghe Minnusi

Nuraghe Moronavia

Nuraghe Muselighes

Nuraghe Muselighes

Nuraghe Sos Nuraghes

Nuraghe Oruscola

Nuraghe Resteddì

Nuraghe S’Orculana

Nuraghe Sa Corona

Nuraghe Sa Tanca Noa

Tomba dei giganti Sa Corona

NUMERI UTILI

FARMACIA CULEDDU GIOVANNA

Via R. Elena, 28
Tel. 079 793887

CARABINIERI

Stazione di Burgos
Via Marconi, 4 – BURGOS
Tel. 079 793502

COMUNE

Via Goceano, 2
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