Nel cuore del Goceano, il paese di Bono ospita una manifestazione che restituisce in modo diretto il rapporto tra comunità, spazio e tradizione: Sas Domos De Angioy.
Il 25 e 26 aprile 2026, il centro storico si apre ai visitatori trasformandosi in un sistema diffuso di luoghi in cui le abitazioni, le lavorazioni e le pratiche quotidiane diventano accessibili. Non si tratta di un evento costruito attorno a una logica espositiva, ma di un contesto in cui ciò che viene mostrato mantiene una funzione reale e riconoscibile.
Le “Domos”, le case del paese, non sono semplici contenitori, ma spazi vissuti, che per due giorni accolgono attività legate alla memoria del territorio. Entrare in questi ambienti significa osservare da vicino processi che non sono stati adattati per il pubblico, ma che continuano a esistere nella loro forma originaria.
Il significato di Sas Domos
“Sas Domos” indica le case del paese. Durante la manifestazione, questi spazi vengono aperti e trasformati in punti di condivisione, mantenendo una continuità tra dimensione privata e pubblica.
Questo modello modifica il ruolo del visitatore. Non si tratta più di osservare un’esposizione, ma di entrare in ambienti reali, in cui le attività si svolgono secondo tempi e modalità propri. Le lavorazioni non vengono semplificate, e proprio per questo risultano più comprensibili.
Muoversi tra le “Domos” significa costruire un percorso personale, senza una sequenza obbligata. Il ritmo dell’esperienza è determinato dalla relazione con i luoghi, dalle conversazioni e dal tempo dedicato all’osservazione.
In questo senso, la manifestazione non si limita a mostrare un patrimonio, ma lo rende accessibile senza alterarne la natura.
Per approfondire il contesto territoriale, ti consigliamo di leggere anche la pagina dedicata a Bono su Inside Sardinia: https://insidesardinia.com/logudoro-goceano/bono/
Giovanni Maria Angioy
Il nome della manifestazione richiama la figura di Giovanni Maria Angioy, nato a Bono nel 1751.
Magistrato e funzionario del Regno di Sardegna, Angioy è legato ai moti rivoluzionari di fine Settecento, in un contesto segnato dalla presenza del sistema feudale e da forti disuguaglianze sociali. Il suo tentativo di riforma si inserisce in un periodo di trasformazione, in cui emergono nuove idee legate alla partecipazione e alla redistribuzione del potere.
Nel 1796 guidò un’azione politica con l’obiettivo di ridurre il peso del sistema feudale e riorganizzare i rapporti sociali nell’isola. Il tentativo non ebbe esito positivo e lo portò all’esilio, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita.
La sua figura resta oggi un riferimento nella memoria storica della Sardegna. Il collegamento con Sas Domos De Angioy non è solo simbolico. L’apertura delle case e la condivisione degli spazi possono essere lette come una forma di partecipazione collettiva, in cui il patrimonio culturale non viene separato, ma reso accessibile.
Il programma della manifestazione
Il programma delle due giornate si sviluppa lungo tutto il centro abitato, alternando momenti legati alle lavorazioni tradizionali ad attività culturali e musicali.
Durante entrambe le giornate è prevista l’apertura continuata delle “Domos”. All’interno di questi spazi si svolgono dimostrazioni artigianali, preparazioni gastronomiche ed esposizioni legate alla tradizione locale. Il visitatore può muoversi liberamente, scegliendo il proprio percorso e il tempo da dedicare a ciascuna attività.
Le ore centrali della giornata sono dedicate alle lavorazioni e alle esperienze diffuse. È in questa fase che il rapporto con il territorio emerge con maggiore chiarezza, attraverso gesti, materiali e processi che mantengono una funzione concreta.
Nel pomeriggio e nella sera, il paese si anima con esibizioni musicali itineranti, gruppi folk e momenti legati alla cultura locale. Questi passaggi si integrano nel contesto, contribuendo a creare una continuità tra dimensione produttiva e dimensione culturale.
Tra gli elementi più rappresentativi rientra la preparazione del catò, dolce tradizionale di Bono, che viene realizzato e presentato durante la manifestazione.
La giornata del 26 aprile include uno dei momenti più significativi: la sfilata di abiti tradizionali accompagnata dal corteo storico, che attraversa il centro del paese e restituisce una sintesi visiva del patrimonio culturale locale.
Le esperienze all’interno dell’evento
Sas Domos De Angioy si configura come un sistema diffuso di esperienze, in cui ogni “Domos” diventa un punto di accesso a pratiche reali legate al territorio.
Durante le due giornate, il centro storico di Bono si trasforma in una rete articolata di attività che coinvolgono artigiani, produttori e associazioni locali, restituendo una visione ampia e concreta del patrimonio culturale del paese.
La manualità artigianale emerge in diverse forme. La lavorazione del ferro e l’attività dei maestri coltellinai mostrano un sapere tecnico costruito nel tempo, in cui ogni fase richiede precisione e conoscenza dei materiali. Accanto a queste, la lavorazione del legno prende forma attraverso tecniche come il traforo e l’intaglio, dove linee e dettagli trasformano la materia in elementi decorativi e funzionali.
Il lavoro del cuoio rappresenta un’altra dimensione importante, con artigiani impegnati nella realizzazione di calzature, accessori e oggetti legati alla vita quotidiana e al lavoro. Allo stesso modo, la produzione artistica e hobbistica trova spazio attraverso creazioni che uniscono tradizione e interpretazione contemporanea.
Le lavorazioni tessili e il ricamo permettono di osservare da vicino la costruzione del costume tradizionale, mettendo in evidenza tecniche tramandate e un rapporto diretto con i materiali.
Accanto all’artigianato, il mondo agro-pastorale è rappresentato da attività legate alla produzione del formaggio, alla lavorazione del pane e alla trasformazione dei prodotti della terra. Agricoltori e produttori locali presentano vino, olio, miele e altre produzioni tipiche.
La dimensione gastronomica si sviluppa lungo tutto il percorso, con preparazioni che spaziano dai piatti legati alla tradizione fino ai dolci tipici del territorio. Tra questi, il catò occupa un ruolo centrale come espressione di una pratica tramandata nel tempo.
A queste attività si affiancano momenti legati alla musica e alla cultura popolare, con gruppi folk, esibizioni itineranti e canti tradizionali che accompagnano il visitatore lungo le vie del paese.
Attraversare Sas Domos De Angioy significa muoversi tra queste realtà, senza una separazione netta tra osservazione e partecipazione. La manifestazione costruisce un sistema coerente, in cui ogni esperienza contribuisce a definire l’identità del territorio.
Partecipare alla manifestazione
Partecipare a Sas Domos De Angioy richiede un approccio attento. Non esiste un percorso prestabilito né una sequenza obbligata.
Il visitatore è chiamato a costruire la propria esperienza, scegliendo dove fermarsi e quanto tempo dedicare alle diverse attività. È consigliabile soffermarsi sui dettagli, osservare i gesti e ascoltare le spiegazioni.
La manifestazione si sviluppa con continuità nell’arco delle giornate, alternando momenti più dinamici a fasi più raccolte. Questo equilibrio permette di mantenere una relazione diretta con i luoghi e con le persone.
Informazioni utili
Evento: Sas Domos De Angioy
Luogo: Bono
Date: 25 – 26 aprile 2026
Durante entrambe le giornate:
- apertura continuata delle “Domos”
- lavorazioni artigianali e attività culturali
- esibizioni musicali e momenti legati alla tradizione
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