Tra le colline dorate del Meilogu, dove il vento racconta storie di pietra e di luce, la Sardegna riscopre la sua anima più profonda. È qui, tra vallate solitarie, muretti a secco e silenzi senza tempo, che dal 24 al 26 ottobre 2025 prenderà vita Il Cammino delle Janas: un viaggio esperienziale nel cuore dell’isola, tra archeologia, natura e spiritualità.
Un itinerario che non è solo percorso, ma racconto: un invito a camminare lentamente, ad ascoltare i sussurri della terra e a lasciarsi guidare dalle “janas”, le antiche fate della tradizione sarda che abitano le Domus, le case di pietra scolpite nella roccia.
Un patrimonio che parla al mondo
Il progetto, ideato dal Centro Studi Identità e Memoria (CeSim) e sostenuto dalla Fondazione di Sardegna, nasce nel solco di un risultato storico: il riconoscimento, nel luglio 2025, delle Domus de Janas come Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.
Una candidatura unica in Italia, sostenuta dal Ministero della Cultura e dalla Regione Autonoma della Sardegna, che ha portato il nostro Paese a raggiungere il primato mondiale per numero di siti UNESCO.
Le Domus de Janas, tombe ipogeiche scavate nella roccia tra il V e il III millennio a.C., sono più di un monumento: sono la testimonianza di una civiltà che intrecciava la vita con il sacro, l’arte con la natura, la morte con la rinascita.
Il Cammino delle Janas ne valorizza la storia e il paesaggio, trasformando la memoria in esperienza viva, capace di generare un turismo lento, sostenibile e consapevole.
Tre giorni tra mito e meraviglia
Dal 24 al 26 ottobre, giornalisti, viaggiatori e amanti dell’isola saranno i protagonisti di un educational tour che attraverserà quattro comuni e un piccolo borgo del Meilogu e del Logudoro: Bessude, Borutta, Cheremule, Bonorva – Rebeccu, e Thiesi.
Tre giorni per conoscere i luoghi dove il tempo sembra essersi fermato e dove ogni pietra conserva il respiro della storia.
Il viaggio inizia a Borutta, presso il maestoso Monastero di San Pietro di Sorres, dove i monaci benedettini accolgono i visitatori con la loro ospitalità silenziosa. Tra le arcate di pietra calcarea e basalto, si terrà la conferenza inaugurale del progetto: un momento di incontro tra archeologia, fede e cultura. Dopo la visita al monastero e alle sue botteghe erboristiche, i partecipanti si muoveranno verso Cheremule, nel Parco dei Petroglifi, un sito straordinario riconosciuto Patrimonio UNESCO per i suoi simboli antropomorfi scolpiti nella roccia 6000 anni fa.
Qui, tra la Tomba Branca e la Necropoli di Moseddu, il paesaggio si trasforma in un libro di pietra che racconta i gesti e i riti dei primi abitanti della Sardegna.
©Photo credits: Mastros de Lughe, Marieddu Marieddu
Bonorva e Rebeccu: la memoria viva del territorio
Il secondo giorno conduce i camminatori a Bonorva, dove si trova una delle più imponenti testimonianze della preistoria sarda: la Necropoli di Sant’Andrea Priu, anch’essa Patrimonio UNESCO.
Scavata nella trachite rossa e lunga oltre diciotto metri, la “Tomba del Capo” conserva ancora affreschi medievali e architetture domestiche scolpite nella roccia: tetti spioventi, pilastri, nicchie rituali. Un luogo in cui la spiritualità attraversa i millenni e si rinnova nello sguardo di chi entra in silenzio, per ascoltare la voce della terra.
Da Bonorva il cammino prosegue verso Rebeccu, borgo fantasma e leggendario, animato dal progetto di rigenerazione artistica Musa Madre. Qui, tra case di pietra e vicoli sospesi nel tempo, il mito prende forma attraverso le parole e la musica: una performance notturna di Cristina Muntoni e Mauro Uselli farà rivivere le antiche leggende delle Janas presso la fonte sacra di Su Lumarzu.
Un momento di poesia collettiva, in cui mito e contemporaneità si incontrano al chiarore delle torce e sotto il cielo stellato del Meilogu.
©Photo credits: Mastros de Lughe, Marieddu Marieddu
Thiesi e la porta del tempo
L’ultima tappa del cammino è Thiesi, dove si trova la Necropoli di Mandra Antine, inserita nella Tentative List UNESCO.
Immersa nella campagna, la Tomba III custodisce decorazioni policrome straordinariamente conservate da oltre 5000 anni: motivi corniformi, simboli di fertilità e vita, tracciati con pigmenti naturali.
Durante la visita, sarà possibile assistere all’apertura della struttura di protezione che ne custodisce l’interno, vivendo un’esperienza rara e toccante, a stretto contatto con la preistoria viva della Sardegna.
A chiudere il viaggio, un pranzo conviviale nella tenuta Sa Tanca de Santu Ainzu di Agrisiendas, tra degustazioni di prodotti locali, esposizioni artigianali e panorami che abbracciano la valle dei Nuraghi.
©Photo credits: Mastros de Lughe, Marieddu Marieddu
Un cammino che unisce comunità e futuro
Oltre alla scoperta dei siti archeologici, Il Cammino delle Janas è un progetto di rete e partecipazione.
Coinvolge decine di realtà locali — agriturismi, artigiani, cooperative, musei, associazioni — che insieme costruiscono un modello di sviluppo sostenibile fondato sulla cultura e sull’identità.
Il percorso mappato, da percorrere a piedi o in bicicletta, collega i siti UNESCO con i borghi e i paesaggi circostanti, creando un legame continuo tra l’uomo e la sua terra.
Come spiegano le referenti progettuali, Cristina Muntoni, Maria Giovanna De Martini e Sara Mameli, “Il Cammino delle Janas è un invito a riscoprire la Sardegna più autentica, quella che vive nella memoria, nei gesti, nei sapori e nei silenzi. È un progetto che parla di tutela, ma anche di futuro: perché solo conoscendo possiamo amare e solo amando possiamo proteggere.”
©Photo credits: Mastros de Lughe, Marieddu Marieddu
Camminare per conoscere, conoscere per custodire
Partecipare a Il Cammino delle Janas significa immergersi in un’esperienza che unisce cultura, natura e spiritualità.
Ogni tappa è un incontro: con la storia, con le comunità locali, con se stessi.
Chi vi prenderà parte non sarà semplice spettatore, ma testimone di un percorso che restituisce voce ai luoghi e senso al cammino.
Nelle sere di ottobre, quando la luce cala lenta sulle colline e i profumi della terra si fanno intensi, il Meilogu si trasforma in un palcoscenico di emozioni. E in quel momento, tra il canto del vento e il suono dei passi, forse si potrà davvero sentire il respiro delle Janas.
Info utili – Educational Tour “Il Cammino delle Janas”
Luoghi: Bessude, Borutta, Cheremule, Bonorva – Rebeccu, Thiesi (provincia di Sassari)
Progetto: Centro Studi Identità e Memoria (CeSim)
Con il sostegno di: Fondazione di Sardegna, Comuni del Meilogu, e numerose realtà locali
Email: ilcamminodellejanas@gmail.com
Sito: www.cesimsardegna.com/s-projects-side-by-side
Social: Instagram @camminodellejanas | Facebook Il Cammino delle Janas
Photo credits: Mastros de Lughe, Marieddu Marieddu
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